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Dal punto di vista cromatico, si osserva una completa assenza
di impiego dei colori a caratterizzare le figure rappresentate,
a conferire atmosfera e sapore alle scene, e a cercare in qualche
modo una verosimiglianza attraverso questo tipo di elemento che
caratterizza invece, in modo così decisivo, la storia della
nostra pittura. Privi di un intento realistico basato sul senso
della vista, gli animali vengono rappresentati anche al loro interno,
attraverso il cosiddetto "effetto a raggi X", tipico
di quest’arte tradizionale australiana: le immagini illustrano
così i dotti interni della nutrizione, sia nei pesci che
nei mammiferi e rettili acquatici. La crescita e il tempo che
passa viene invece espresso attraverso la sequenza di figure simili,
ma di dimensione diversificata, e non secondo una successione
strettamente orizzontale. Dal punto di vista estetico, le figure
sono affidate totalmente a certi moti della linea, a certe curve
che hanno presumibilmente un loro valore estetico nella pittura
proveniente da questa cultura così distante, per gusto
e storia, dalla nostra: le cadenze delle linee sono evidentemente
strutturate secondo un’intenzione estetica, che però difficilmente
emerge ed è comprensibile per chi non sia abituato a un’arte
del genere, per chi non conosca il valore emotivo che le stagioni
hanno per gli abitanti della Terra di Arnhem, per chi non sia
addentrato nei miti e nelle leggende degli aborigeni.
Nicola D'Ugo
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