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È in corso alla galleria d’AC di Ciampino la mostra personale
del pittore Maurizio Pierfranceschi, intitolata "L’amicizia
dei colori". Pierfranceschi, nato a Roma nel 1957, è
uno degli artisti più attivi del panorama romano. La sua
opera pittorica è contrassegnata da tensioni astratte,
nonostante l’astrattismo che egli adotta non sia puro, ma serva
la necessità di plasmare in un’idea suggestiva l’oggetto
del discorso pittorico. Sono così presenti alcuni paesaggi
che vengono avvolti nel colore, come in un’atmosfera cromatica
compatta in cui traspare una sorta di luce da dietro le quinte
della superficie telata. L’innesto figurativo tende, con i suoi
pochi tratti, a lacerare l’atmosfera, senza disturbarne il valore
primario; anzi, nell’isolamento delle figure in emersione, l’atmosfera
si fa ancora più dichiarativa di sé, come un umore.
Il segno figurale, isolandosi in emersione, si presenta talvolta
come collocato su un piano diverso, quasi a tenere lontane e senza
punto di contatto le figure, come si può osservare in Canto
notturno (1997), con due figure che, collocate su piani visivi
diversi, producono l’isolamento di un personaggio rispetto all’altro,
oppure di due sé staccanti nello spazio come fossero distanziati
nel tempo, senza vie di comunicazione (strade, continuo paesaggistico
o altro) che indichino una via di interscambio fra le diverse
posture. In altre opere, come Pompeiano (1999), la scelta
dell’atmosfera in rosso rievoca i rossi delle celebri pitture
della cittadina partenopea, così come, nella sua figuralità,
l’abbozzato ramoscello che emerge come da una nebbia o da fumi
vesuviani inverosimili quanto suggestivi.
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