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|Cinzia Leone |Roberto Proietti

  arte · cinema · fotografia · letteratura · musica · società · teatro
I Fogli castellani di Roberto Proietti

La mostra "Fogli castellani" di Roberto Proietti raccoglie il materiale prodotto dal disegnatore per il nostro mensile diffuso nei Castelli Romani. Si tratta di disegni realizzati per illustrare i numeri del giornale degli ultimi due anni. Il disegno, qui, è quindi frutto di un’associazione incrociata, fra gli scritti degli autori di Notizie in… Controluce e il disegnatore, e fra il disegnatore e il giornale, saltando a piè pari, nella stragrande maggioranza dei casi, il rapporto fra il disegnatore e gli autori degli scritti.

La mostra ha offerto la possibilità di vedere gli originali che sono stati pubblicati, più qualche pezzo in anteprima, come la serie dei disegni ispirati dai versi romaneschi di Trilussa. Questi lavori inediti vedranno fra breve la pubblicazione sul nostro giornale. La scelta adottata non è stata quella di proporre una mostra in qualche modo unitaria, tematica, dal punto di vista iconografico: come avviene nella gran parte delle mostre, in cui si seleziona il materiale, togliendo all’occhio del visitatore tutti quei disegni in qualche modo "meno riusciti". Volendo "documentare" gli originali che stanno dietro alle pubblicazioni del giornale, appariva contraddittorio, e comunque lontano dalle finalità della mostra, proporre i lavori di Proietti che spiccassero per la riuscita "artistica", magari inserendo altre illustrazioni dell’autore, o l’opera fumettistica.
A questo punto, è facile notare la diversità delle illustrazioni degli articoli del giornale dalle illustrazioni dei racconti. Nel caso dell’illustrazione degli articoli, non si richiedevano all’autore liquidi voli pindarici in architetture e arcobaleni di linee e colori. Al contrario: si richiedeva un disegno molto semplice, lineare, il cui fine era la stampa di una illustrazione piccola come un francobollo, e il cui tempo di realizzazione del lavoro era di poche ore.

Nel caso dei racconti, il discorso è diverso. Trattandosi di opera di fantasia, nel genere della narrativa, il racconto assume forme estetiche e drammatiche diverse, con colorazioni sonore e ambientazioni che possono variare di molto. Si tratta di un sistema di scrittura più articolato, da cui si possono trarre opere teatrali, fumetti, film o sceneggiati televisivi. Nella sua brevità il racconto dà un umore e un’atmosfera, richiama odori, eppure, non sviluppando molto i temi e i personaggi, permette di essere una sorta di soggetto, su cui si può ancora lavorare.
Il rischio per un disegnatore che voglia illustrare un racconto è simile a quello di un traduttore che voglia rendere in italiano una poesia o un romanzo stranieri. Può adottare la propria voce, naturalmente, il proprio stile, di certo, annullando o comunque sommergendo la voce e lo stile dell’originale. L’abilità di Proietti su questo terreno sdrucciolevole è stata quella di rendersi subito conto della differenza fra un lavoro artistico personale, fatto per sé soltanto, e un lavoro artistico fatto per un giornale e i suoi lettori. Rispettando tutti, ha dato sfoggio a una serie di illustrazioni stilisticamente variegate, mantenendo una fedeltà fisionomica e ambientale rispetto ai personaggi originali, ma ricorrendo a un disegno che cerca di riprodurre l’ironia di un autore, l’amarezza di un altro, la crudezza di un altro ancora, attraverso colorazioni e tratti di volta in volta studiati per l’occasione.

Nelle serie "L’odore dell’assoluto" e "Il buco", la mania e la fobia per i buchi venivano trattati con inquietante ironia dallo scrittore Lorenzo Pompeo, e allora il disegno di Proietti assume tratti scanzonati e innocenti di un certo modo di fare fumetti in Francia (a partire da Tin Tin). Questa soluzione sarebbe stata inadeguata a raccontare per immagini il dramma di Irina (nell’omonimo racconto): qui il contesto della prostituzione e del degrado sociale e affettivo, che lo scrittore Fabrizio Natalini ha reso in modo informato, con un’ottima tenuta drammatica e una rischiosa quanto controllata abilità linguistica, ha prodotto una serie di disegni che trovano le proprie radici nel fumetto nero italiano. Di fronte alla realtà rurale della rivolta contadina nel Mezzogiorno raccontata con amarezza da Michele Pascale in "Papara Ciompa", l’esito iconografico prende spunto dai murales come mezzo di denuncia sociale: una sorta di radio o televisione del sottosviluppo. Da "Joycismi Protosenili" di Sergio Maria Faini, l’uomo solo, in attesa di una temuta telefonata, si concretizza in un disegno rarefatto e compatto, con zone di depressione cromatica, intese a chiudere il personaggio nel suo isolamento, addirittura a distorcerlo nella sua massa figurativa, in una sorta di instabilità emotiva, e, ancor più, instabilità di identità: l’instabilità psicologica si fa irrequietudine che invade tutto il corpo, e il personaggio si vede "guardato", sottoposto al giudizio di un occhio esterno. Delicato e trasognato appare il disegno di Proietti nella trasposizione figurativa del racconto "Ritratto di luna con cascina", mentre nel caso dell’illustrazione de "Il revisionista", un racconto più didascalico e complesso degli altri, Roberto Proietti ha voluto aderire al lavoro della scrittura di Piero Vaglioni attraverso il proprio stile più congeniale: quello che in genere impiega nella costruzione del fumetto.

Felici appaiono alcuni esiti dell’incontro con la poesia presentati nella mostra. Il poeta romanesco Trilussa viene riscandito attraverso alcune vignette divertenti, e qui la scansione, più che seguire i versi, è libera, e questo offre delle possibilità di realizzazione originali, che vanno oltre l’illustrazione, assumendo le caratteristiche più proprie della satira.
Articoli giornalistici e letteratura d’autore hanno attraversato quindi la mostra, che è stata goduta sotto vari profili: l’osservazione del disegno in sé, il disegno come momento editoriale, il disegno come rilettura dell’opera di altri. La gamma dei profili è ampia, e il taglio documentaristico della mostra ha permesso al visitatore di far libero ricorso alla propria sensibilità e ai propri interessi più particolari.

Nicola D'Ugo


this introduction to Roberto Proietti's exhibition "Fogli castellani" (Castle Leaflets)
was first published in October 2000 in Notizie in... Controluce
l'introduzione alla mostra "Fogli castellani" di Roberto Proietti è
stata pubblicata nell'ottobre del 2000 su Notizie in... Controluce

 
       
dal 5 ottobre 2000 / since 5 October 2000 / с 5 октября 2000 г.