| I pornografi Althea e Larry Flynt |
| Larry
Flynt - Oltre lo scandalo di Milos Forman è un film
che tratta il tema della pornografia. Non si tratta del mondo del
porno, della sua contestualizzazione, non si seguono le vicende
della produzione pornografica più pruriginosamente esibita.
Non è la storia dei film hard né il dramma di modelli
o modelle prese nel meccanismo di produzioni sordidamente preorganizzate.
Se la pornografia è la rappresentazione sessuale invisa in
una data collettività, qui si tratta di narrare l'inimicizia
verso Larry Flynt da parte della collettività, attraverso
le sue manifestazioni: politica, giuridica, dissenso privato (i
vari movimenti politici d'ispirazione religiosa che vediamo nel
film, i magistrati, il sicario che spara a Larry Flynt). Non a caso
il titolo originale del film è The People vs. Larry Flynt,
ossia "il Popolo (americano) contro Larry Flynt", secondo un modo
di intestare le pratiche processuali in America. Il vero scontro
non si svolge essenzialmente nelle aule di giustizia, si svolge piuttosto
nelle strade, nei club e nelle abitazioni private, nei luoghi pubblici
e nei mezzi di informazione. |

|
|

|
Perché
un oggetto sia pornografico necessita di questi elementi essenziali
da tenere sotto osservazione: occorre sempre che sia una rappresentazione,
qualcosa che sta al posto di qualcos'altro, che non è la
cosa stessa. Questo è uno dei motivi per cui tanti linguisti,
semiologi e studiosi di arte e letteratura si sono interessati a
questo tema: ne va di mezzo il loro campo di interesse specifico.
Tale rappresentazione deve contenere l'idea di sessualità,
ossia il riconoscimento di un attributo che offre un dato culturale,
giacché non si tratta del sesso in quanto elemento biologico
ma della sua interpretazione individuale, la quale può essere
più o meno condivisa da altre individualità. Il terzo
elemento riguarda l'essere inviso, osteggiato, combattuto, negato
attraverso vari meccanismi di opposizione esternata. È il
sesso in quanto tale che deve essere inviso? No, la sua rappresentazione,
la sua cultura, il suo modo di essere raccontato, espresso, rappresentato.
Il quarto elemento è la collettività, il gruppo
di persone che la formano, non importa quanto questa sia estesa.
Può trattarsi di una nazione o di dieci, oppure di una comunità
ristretta di persone (due o tre basterebbe, giacché il meccanismo
fondamentale dell'opposizione sarebbe lo stesso). L'importante è
individuare quanto questa è circoscritta, di che collettività
si tratta. Inoltre, non è necessario che si arrivi a una
collettività che si opponga compattamente, nella sua totalità.
Non si tratta neppure di una maggioranza della collettività,
ma che vi sia all'interno, "nella" e non "dalla" collettività,
un'opposizione avvertita immaginativamente da altri membri del gruppo.
Ed è questo uno dei motivi per cui tanti sociologi, e non
solo antropologi e filosofi, si sono dedicati alla pornografia e
alle sue manifestazioni. Rappresentazione + sessualità +
invidia + collettività (parziale o totale) formano la grammatica
di qualunque discorso sulla pornografia. Eliminando o sostituendo
uno solo degli elementi dell'equazione avremmo altri esiti e altri
situazioni. Sessualità + invidia + collettività (parziale
o totale) non sarebbe già più pornografia, ma l'opposizione
a un modo di vivere e non di manifestare il pensiero. Rappresentazione
+ invidia + collettività (parziale o totale) riguarderebbe
una miriade di sfere della vita dell'uomo che non necessariamente
hanno a che fare con la sessualità. |
Così la
storia di Larry (Woody Harrelson) non poteva che essere quella di
un uomo che lotta contro altre posizioni che fanno della sessualità
la materia del contendere. Non si tratta del sesso, non ci si spartisce
quello nella vita e nel film, si tratta invece dell'idea del sesso,
della sua sfera ideologizzata, socializzata, politica. La sessualità
come idea e rappresentazione, la sua gestione, la sua precettistica
e manualistica, la sua imposizione esterna, il suo ammiccamento
erotico, che ne fanno nei millenni un terreno di scontro, di ignoranza
e di potere, come ha cercato di raccontare Michel Foucault nei volumi
La volontà di sapere, L'uso dei piaceri e La
cura di sé, oppure di pretesto politico, come nella poesia
"Un parere in merito alla pornografia" di Wisława Szymborska,
Premio Nobel per la letteratura, poeta polacca straordinariamente
attenta all'influenza della politica su tutte le sfere della vita
individuale.
|

|
|

|
Sotto questo
aspetto, Larry Flynt è un personaggio politico, che si muove
all'interno di un contesto storico e sociale che lo precede, che
egli avverte e nel quale cerca di proporre le sue idee. Le quali,
come vediamo nel film, non sembrano essere del tutto condivise.
Egli, nel suo ideologizzare la sessualità, incontra consensi
(per esempio, la religiosa Ruth Carter Stapleton, sorella del presidente
americano Jimmy Carter, interpretata da Donna Hanover) e dissensi
(per esempio, il predicatore televisivo Jerry
Falwell, interpretato da Richard Paul). Non è una
questione di essere religiosi o meno. Le religioni hanno un loro
erotismo, che esibiscono attraverso il loro raccontare la sessualità,
farne materia precettistica, magari attraverso gli strumenti di
una scienza che ne sa poco a riguardo, che viene screditata in seguito.
Non si tratta della funzionalità fisiologica, ma del trarre
conclusioni sull'uomo (un aspetto essenziale dell'uomo) senza averne
una nozione che prescinda dalle contingenze contestuali, storiche,
ideali, che fanno della sessualità rappresentata una costruzione
aleatoria per la conoscenza. Larry Flynt, con il suo proporsi politicamente,
non fa diversamente da quello che fa il suo antagonista Falwell:
entrambi vogliono dire la loro sulla sessualità, raccontarla
in una maniera che non si ferma al pensiero privato, ma entra nella
sfera pubblica del dibattito già esistente in materia. |
Milos Forman racconta, con la sua regia misurata
e un ritmo incalzante ma sempre contenuto, senza orpelli che possano
farlo fuorviare dalla storia di un uomo nella sua lotta contro
i suoi avversari, come può maturare un conflitto sulla
pornografia. Se si vuole la scelta del taglio dato al soggetto
dagli sceneggiatori e dal regista è quella dell'intellettualismo
razionale, un modo per far riflettere su personaggi di cui non
si condividono le idee. Nell'operazione di difesa del personaggio
si costruisce un eroe moderno, attraverso la descrizione dell'infanzia
povera, dell'affetto verso i familiari e gli amici, della fedeltà
alle proprie idee, anche se possono apparire sbagliate. Mi sembra
che il personaggio più rappresentativo della regia che
sta dietro la storia è impersonato dal giovane avvocato
di Flynt, Alan Isaacman (Edward Norton). Questo personaggio, che
non condivide lo scanzonato modo di proporre vignette e fotografie
che hanno per oggetto la sessualità, è interessato
alla questione dei diritti civili, della libertà, che sarà
poi il culmine del film, con la celebre sentenza
(non solo cinematograficamente) della Corte Suprema degli Stati
Uniti, e che pone un punto decisivo sulla questione di libertà
d'espressione e di stampa riguardo al tema della sessualità.
La sceneggiatura, in effetti, era stata inviata dagli autori a
Oliver Stone perché la prendesse in considerazione per
un suo film, dato che Stone ama affrontare nei suoi film i diritti
civili e la democrazia. Ma Stone ritenne di passare lo scritto
a Forman, il quale ne rimase entusiasta per la movimentata e composta
fluidità del testo e la pertinenza dell'intreccio. Il film,
del 1996, si inserisce nel dibattito avviato con sempre maggiore
determinazione da Catherine
MacKinnon e Andrea Dworkin, le quali propongono di eliminare
la libertà di espressione prevista dalla Costituzione americana
(1° Emendamento), e di far passare una legge che prevede, secondo
una sorta di decalogo, il divieto di rappresentare la donna in
una molteplicità di situazioni. Secondo tale intento, i
film di Fellini, di Chaplin, di Totò dovrebbero essere
vietati per legge, senza contare La Divina Commedia, i
drammi di Shakespeare, la Bibbia. Il loro punto è che il
mondo è una pornotopia, ossia un luogo in cui già
parlare della donna la rende oggetto sessuale del maschio. Il
che, se è pur vero come principio, non propone alcun incontro
fra il maschio e la femmina, ma un totalitarismo che ha fatto
ritenere, a torto, che l'estremismo fanatico di MacKinnon e Dworkin
scaturisse da posizioni di destra, mentre le loro posizioni si
fondano su riflessioni marxiste, ossia di sinistra.
|

|
|

|
In Larry Flynt non si punta l'attenzione su questo contesto,
e si evita così il rischio di centrare il discorso sulla
pornografia anziché sui diritti d'espressione, né
si parla dei danni della pornografia, anche solo per negarli.
Forman descrive il meccanismo della lotta fra uomini nella collettività
(il Popolo americano del titolo) attraverso un uomo che ci piace
per la lealtà e ci dispiace per l'esasperazione, ma ci
piace ancora per la determinazione e l'amore che manifesta.
Larry non utilizza mai il proprio potere economico, che è
cospicuo, al fine di vendicarsi dei torti subiti dagli amici.
Li perdona, considerandoli parte importante della sua vita,
considerando inoltre le debolezze e i difetti degli uomini in
genere. Egli è un leader, come dimostra già subito
lo spezzone iniziale di Larry bambino che distilla alcool. Ma
per i propri nemici, quelli da cui si vede attaccato per l'esternazione
delle sue idee, non dimostra alcuna pietà, ricorrendo
a mezzi non violenti, anche se psicologicamente pesanti, come
la finta pubblicità del Campari accompagnata dalla storia,
del tutto inventata, del rapporto incestuoso del reverendo Falwell
con la madre in un gabinetto pubblico. Erano anni che Althea
desiderava l'attacco a Falwell, ma questo attacco non viene
subito, matura nel tempo, in relazione agli accadimenti che
restano fuori della vicenda narrata. Fino alla pubblicità
del Campari, Falwell è solo il nome di un personaggio
famoso disprezzato da Althea.
|
Se per Larry la sessualità ha un valore politico, per
la moglie Althea (straordinariamente interpretata da Courtney
Love) si tratta di divertimento, di libertà, di arte.
È il mondo della fantasia che la muove, che le attraversa
il corpo come un nervo eccitato, da quando faceva lo strip-tease
a quando diventa redattrice di Hustler,
il giornale che porta tanta fortuna e tanti danni al protagonista.
Althea è un personaggio fondamentale per la rappresentazione
della libertà dello spirito artistico, senza ideologia,
e per raccontare le conseguenze che un certo modo di fare arte
può causare a uno spirito libero. Che questo modo di
fare arte non sia l'arte nobile del dipingere o dello scolpire
è un modo intelligente per evitare qualunque interferenza
delle connotazioni di arte allo spirito artistico. Altro elemento
essenziale in questo senso è l'estrazione disperata di
Althea, orfana della famiglia, sterminata dal padre prima di
suicidarsi. Le sue T-shirt mostrano la scritta «Chic» e «Love
is baby soft» (L'amore è soffice come una bimba), quasi
dei graffiti infantili, mentre quelle di Larry riportano «Christ
was an anarchist» (Cristo era un anarchico), «I wish I were
a black» (Vorrei essere stato un nero), «Fuck this court» (Affanculo
questa corte). Mentre Althea vuole pubblicare una vignetta erotica
del Mago di Oz, Larry pensa di introdurre nei temi trattati
dalla rivista la religione, proponendo accoppiamenti di Adamo
ed Eva, oppure di difendere la donna a suo modo, rappresentandola
in copertina dentro un tritacarne con la scritta: «Non siamo
più disposti a trattare le donne come pezzi di carne.»
O, ancora, si procura e fa avere all'emittente televisiva Cbs
un video che riprende l'Fbi mentre compie un arresto illegale
piazzando droga nelle mani della sua vittima. Anche in questo
caso, il video è una rappresentazione, la rappresentazione
della violenza del potere contro cui aveva già puntato
il dito anni prima, davanti a una folla, all'aperto, alternando
su un maxischermo le immagini di nudi maschili e femminili a
immagini di genocidi, violenza accanita contro i manifestanti,
gente torturata, il fungo dell'esplosione atomica. Anche qui
il regista non ci dice che Woody Allen e altri noti personaggi
pubblici avevano sottoscritto la manifestazione dell'Unione
per una Stampa Libera.
|

|
|

|
Per tutto il film si fanno vivere i personaggi nelle vicende
dell'America dall'inizio degli anni settanta, con il boom dei
sex-shop, degli spogliarelli nei night-club e dei cinema hard
(in quegli anni sorge il quartiere a luci rosse di New York,
nel bel centro di Manhattan), senza però dirne nulla,
mentre del passaggio dalla presidenza di Jimmy Carter al rigorismo
reaganiano c'è solo una scena in cui se ne parla esplicitamente,
senza accennare, per esempio, che l'amministrazione Reagan istituì
un'apposita commissione sui danni recati dalla pornografia,
il cui esito (il Rapporto Mitchell) fu quello di non saperne
dimostrare la nocività e neppure di riuscire a definirne
il campo di ricerca. La storia si muove all'interno di momenti
della politica americana, e l'interesse fondamentale resta quello
della libertà d'espressione in uno dei campi d'azione
dell'uomo più controversi. Ma tutto deve essere narrato
attraverso la vita del protagonista, non come una lente d'ingrandimento
su di lui. Non si deve ingigantire l'evento, ma raccontarlo
attraverso l'uomo, Larry appunto, passo dopo passo, dramma dopo
dramma. L'orgoglio d'essere americano vale per Flynt come per
Falwell, vale per Althea come per chiunque altro. La mitizzazione
del personaggio risonante, dell'uomo di potere, come Falwell,
deve avvenire per gradi, senza che il pubblico venga incantato
dalla maestosità del potere. Ogni potente, dice Forman,
ha una disponibilità maggiore di risorse, ma nessuna
intelligenza eccezionale. Il regista fa scorrere le scene una
dopo l'altra, dalla concitazione alla quiete, dalla tensione
al rilassamento, dai luoghi chiusi ai luoghi aperti, dal giorno
alla notte, per opposizioni, senza tenere mai a lungo la stessa
atmosfera, dando respiro alla vicenda. Il sapore che ne deve
scaturire è quello di una quotidianità di persone
qualunque che fanno emergere una grande storia d'amore, una
delle più belle narrate dalla macchina da presa negli
ultimi decenni. È una storia d'amore pulita, fatta di
contrasti che sottendono un accordo più grande, un'unione
che non si mette mai in crisi, un attaccamento viscerale e un
rispetto reciproco che superano qualunque minaccia che dall'esterno
potrebbe rovinare il legame.
|
|
La storia di Althea, lo si vede alla fine del film, è
drammatica, certo, ma altamente simbolica. Althea rappresenta
la donna vittima della Storia, o la biografia di una donna segnata
dalla vita. Il valore simbolico di Althea è anticipato
nella scena 193 del film. Si va da Betty Boop alla televisione
(il popolarissimo fumetto e cartone animato americano è
il primo che fu censurato negli Stati Uniti) ad Althea fra le
braccia di Larry nella vasca da bagno, a formare una Pietà
sessualmente ribaltata (lui piangente che tiene lei morta fra
le braccia). Fra la prima inquadratura e l'ultima Forman descrive
con piccoli indizi la "morte per acqua" e il ruolo della donna
nella Storia. Betty Boop, un tempo censurata, è ora ridente
al pianoforte e amata anche dai bambini americani. Althea, malata,
si siede sulle ginocchia di Larry costretto alla sedia a rotelle
e lo chiama «papà». Poi si parla scherzosamente di farsi
ibernare e scongelare nel 3000. Poi Althea va nella stanza da
bagno. Quando l'acqua ne fuoriesce e Larry si precipita in bagno
c'è il fotogramma (l'inquadratura 18 della scena) della
nudità senza orpelli, umana di Althea. L'inquadratura 193.18
rappresenta uno spazio che non ha tempo né luogo: è
un ravvicinato che ci mostra quasi l'intera figura della ragazza
senza lo spazio circostante, in una vasca da bagno nera che potrebbe
essere qualunque altro luogo equoreo (un lago, una piscina, un
sarcofago, una cisterna ecc.). Non ci sono orpelli per una simile
morte, né sottovesti, né magliette, né collant,
neppure una cavigliera, un braccialetto o un anello, nulla che
sia il segno di un'epoca, di una moda, di un look, di un'opinione,
di un pensiero, di un'arte. È un'immagine che non palesa
alcuno stile d'epoca (qualunque essa sia). Quell'immagine è
fuori della cronaca e dentro l'umanità, all'interno della
questione nuda e cruda di una bellezza che è diventata
vittima purificata, come la rosa bianca (simbolo d'amore eterno)
che Larry deporrà sulla sua tomba nella scena successiva.
Che sia una vasca da bagno lo sappiamo dalla giustapposizione
dell'inquadratura 193.18 alle altre, che sia una donna nuda e
senza segni d'artificio umano no, ci basta solo quella. E sulla
figura trascorre, come l'eterno flusso di un fiume, il movimento
superficiale di una diafana pellicola acqua, che come tale può
specchiare qualunque cosa (specchia infatti una lampada del bagno,
ma dall'inquadratura in sé non possiamo saperlo, ne notiamo
solo il riflesso, come di un sole, di un astro, di una torcia
accesa). La vittima d'espiazione delle pene del mondo è
lei, e l'iconografia è quella della Pietà.
|

|
|

|
L'America era, nella pittura del Seicento, una donna fra le
acque. Nella letteratura americana la "morte per acqua" è
quella delle ragazze perdute, abbandonate, delle vittime di
un mondo che ne fa un uso strumentale, schiacciate dagli interessi
maschili. Bastano poche inquadrature a Forman per rappresentare
tutto questo, per porre la sessualità di nuovo al centro
della vicenda. Ogni dettaglio annuncia, senza tronfia retorica,
la conclusione del film. I simboli ci sono, ma non sono posti
al centro dell'attenzione, perché anzitutto si tratta
di raccontare il dramma dei personaggi. Ma è già
il preludio della scena finale.
Mentre Falwell proclama in televisione la colpevolezza di chi
si prende l'Aids, Larry è fuori di sé. Chiama
l'avvocato Isaacman e lo portano in causa davanti alla Corte
Suprema. L'unico modo perché Larry sia parte dell'America
tutta è di smetterla di attaccare le istituzioni, deve
chiudersi la bocca e lasciare fare all'avvocato. Finalmente,
in omaggio alla memoria vivida di Althea, se la tappa.
|
|
Nella sequenza finale tutta la simbologia emerge di prepotenza.
È una scena da brivido, poetica, di una malinconia ebbra
di ricordi. Vi sono due sonori: lo "Stabat Mater" di Dvořák
e la voce di Althea. Il primo è sul testo di Iacopone da
Todi, un misogino, la seconda viene dal televisore: Larry guarda
una vecchia videocassetta di lui e Althea che ballano, poi di
Althea che balla da sola in un prato e parla a Larry e si spoglia
per Larry. Tra antichità e presente, la scena incomincia
con l'inquadratura di una Madonna Addolorata in giardino, una
statua: è la donna sofferente della cultura del vecchio
Cristianesimo. Poi la macchina da presa –che serpeggia indietro
e in avanti a cogliere l'esterno e gli interni della villa di
Larry– inquadra una piscina vuota e desolata, con fiori e foglie
secche nel fondo: è la "morte per acqua" avvenuta da tempo,
la piscina abbandonata, in disuso.
Poi la casa ricca e non vissuta presenta un ritratto di Althea:
è un dipinto d'alta borghesia americana, di perbenismo,
di integrazione e successo sociale.
|

|
|

|
Poi Althea simpaticamente folle come sempre, nel video, che
si toglie la maglietta e inizia a volteggiare nuda. «Non diventerò
mai vecchia. Tu diventerai vecchio e grasso,» dice ridente,
riprendendo una vecchia battuta che si scambiava con Larry nei
momenti più difficili della loro vita insieme. Due mondi
a confronto: l'iconografia della donna sacrificata a soffrire
e quella della donna libera. Due voci, il bellissimo coro che
canta «Stava la Madre addolorata» e Althea che scherza e gioca.
In mezzo quel dipinto di perbenismo e ricchezza per le scale
della casa. Forman sovrappone il discorso sulla pornografia
alla questione che le è più propria: non
i film, gli spogliarelli e le riviste ritenute pornografiche,
che neppure le commissioni governative di Canada, Usa e Regno
Unito sono riuscite a collocare in un terreno sicuro di ricerca
sull'uomo, ma l'uso strumentale della sessualità e il
coinvolgimento di miliardi di uomini nelle costrizioni di un
vergognoso modo di raccontare la vita degli altri, di imporre
le regole, di determinare ciò che è buono e ciò
che non lo è.
|
|
Questa scena è interrotta solo dalla sentenza della Corte
suprema, che recita: «La libertà di esprimere le proprie
idee non è solo un aspetto della libertà individuale,
ma è essenziale per la ricerca della verità e per
la vitalità della società tutta. Nel contrastato
ambito delle libertà democratiche molte cose ispirate da
motivi non del tutto ammirevoli sono protette nondimeno da Primo
Emendamento.»
Attraverso la storia di Larry Flynt, Forman va a toccare il cuore
del rapporto fra collettività e negazione delle idee altrui,
ponendo la sessualità al centro di una vicenda storica
e umana che di volta viene chiamata pornografia, opera
d'arte o documento. Gli elementi fondamentali che costituiscono
qualunque approccio al tema della pornografia sono in Larry
Flynt.
E non riguardano certo il commercio di materiale che, di volta
in volta, viene ritenuto osceno. La vittima del perbenismo di
questa vicenda di lotta sulla sessualità, racconta Forman,
resta comunque una donna.
Nicola D'Ugo
Versione
per la
stampa (in PDF)
|

|
|
this article was first published in March 2000
in Notizie
in
Controluce
with the title "I pornografi Althea e Larry Flynt" (Althea
and Larry Flynt, the Pornographers)
l'articolo è stato pubblicato per la prima volta nel marzo
del 2000
su Notizie
in
Controluce con il titolo "I pornografi Althea
e Larry Flynt"
|
|